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Si presentano in diverse forme ma
sostanzialmente sono i folletti buoni che popolano da molto tempo le colline
di Uscio, nel Levante Ligure.
Non è inusuale incontrarli sulle
alture della Valle di REcco e nei boschi della Fontanabuona.
La loro bontà è proverbiale come
l'irascibilità nei confronti di coloro che non rispettano Madre Natura che
offre loro rifugio e sostentamento.
Sono piccoli, gentili, non
disdegnano aiuto agli animali del bosco con i quali vivono in sintonia e ne
interpretano il linguaggio.
Molti si sono chiesti perchè
indossassero quasi esclusivamente abiti colorati e vistosi cappelli rossi.
Probabilmente è una semplice difesa da eventuali rapaci che potrebbero
scambiarli per una preda.
Hanno orecchie molto sviluppate che
potrebbero puntare in ogni direzione, così come il naso molto sensibile per
la ricerca del cibo. Il naso è anche utile per riconoscere gli amici e per
strofinarlo con loro in segno di amicizia e saluto.
Da notizie recenti pare che la vita
media si aggiri intorno ai 380 e i 400 anni..
Non compiono miracoli ma hanno la
capacità di trasformarsi, in caso di pericolo, in altrettanti funghi
velenosi.
Pur certi della loro presenza,
abitanti e contadini hanno trascurato per decenni le loro gesta.
La Pro Loco di Uscio li porta oggi
al centro dell'attenzione di grandi e piccini.
Sono proprio i più giovani che,
frastornati da notizie tutt'altro che positive, hanno bisogno di sogni
tranquillizzanti e lievi.
Gli sprenaggi si possono così
classificare:
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sprenaggi di bosco
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sprenaggi di casa (si nascondono di
solito nelle stalle o tra i travi delle soffitte)
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sprenaggi siberiani (amano la
stagione fredda con neve e ghiaccio)
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sprenaggi mediterranei (godono
appieno la vita nei mesi più caldi)
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